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L'accesso alla casella mail del dipendente

mail1La Corte di Cassazione – Penale, sezione V - con sentenza ha stabilito il principio secondo cui la presenza della password nella casella e-mail rivela la chiara volontà dell’utente di farne uno spazio a sé riservato, sicché l’accesso abusivo di terzi in tale casella configura il reato di cui all’art. 615-ter c.p..

La notizia è inserita nella newsletter giornaliera che è inviata agli Associati, che possono consultarla, inoltre, nel menù: Newsletter- News giornaliera

Il peggioramento del piano di riequilibrio

equilibrio1La Corte dei conti, Sezione delle Autonomie, ha chiarito che gli enti che hanno approvato il piano di riequilibrio finanziario nel 2015, possono modificare il suddetto piano per adeguarlo ai risultati peggiorativi derivanti dal nuovo sistema contabile armonizzato.

Documenti e notizie sull'argomento sono disponibili nel menù: Gestione dell'ente-Finanza Locale

La spesa per gli incarichi del 110 soggetta a limitazioni

cdc3Con la deliberazione la Corte dei conti, Sezione delle Autonomie, ha chiarito che le spese per gli incarichi dirigenziali, ex articolo 110 primo comma del Tuel, sono computate ai fini del rispetto del limite di cui al comma 8 dell’articolo 9 del d.l. n. 78 del 2010, in tema spesa di personale per i rapporti flessibili.

Norme e documenti sull'argomento sono disponibili nel menù: Gestione dell'ente-Personale

La corretta interpretazione delle norme sulla relazione di fine mandato

relazione1Con la deliberazione la Corte dei conti, Sezione delle Autonomie, ha affrontato l’interpretazione della normativa in materia di relazione di fine mandato prevista dall’art. 4 del d.lgs.6 settembre 2011 n. 149, da ultimo modificato dall’art. 11 del d. l. 6 marzo 2014 n. 16, convertito con modificazioni dalla l. 2 maggio 2014 n. 68.

Documenti e notizie sull'argomento sono disponibili (per gli Associati) nel menù: Gestione dell'ente-Finanza Locale

Il maggiore disavanzo

da ww.ancitel.it DOMANDA:

In riferimento alla verifica, in sede di approvazione del rendiconto 2015, del ripiano del disavanzo risultante dal riaccertamento straordinario dei residui prevista dall’art. 4 del D.M. del 2.04.2015 si formula il seguente quesito: Questo Ente in sede di riaccertamento straordinario dei residui di cui all’art. 3, comma 7, del D.Lgs. n. 118/2011 ha accertato un disavanzo pari ad Euro 954.926,36 da coprire in n. 30 quote annuali di Euro 31.830,88. Nel bilancio di previsione 2015 è stata iscritta quale disavanzo la quota annuale di Euro 31.830,88. Detta somma in sede di redazione del consuntivo non è stata impegnata e quindi è confluita nel risultato di amministrazione determinato in un avanzo pari ad Euro 29.500,00. Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede se ai fini della verifica del ripiano del disavanzo, prevista dall’art. 4 del D.M. del 2.04.2015, l’Ente ha migliorato il proprio risultato di amministrazione essendo passato da un disavanzo al 1° gennaio 2015 ad un avanzo al 31.12.2015 o se tale verifica risulta negativa in quanto l’avanzo dovrebbe raggiungere un valore almeno pari ad Euro 31.830,88 e cioè almeno pari alla quota annuale iscritta nel bilancio 2015.

RISPOSTA:

Preliminarmente si sottolinea che l’ente dovrà verificare se sono state conteggiate in modo corretto le quote che debbono essere accantonate (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità ed eventuali altri fondi), le quote che debbono essere vincolate (vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili, vincoli derivanti da trasferimenti, vincoli derivanti dalla contrazione di mutui, altri vincoli) e le quote da destinare a investimenti. Successivamente alla verifica descritta in precedenza, si deve dare applicazione a quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, del DM 2/4/2015, il quale afferma che “In sede di approvazione del rendiconto 2015 tutti gli enti che a seguito del riaccertamento straordinario dei residui hanno registrato un maggior disavanzo verificano se il risultato di amministrazione al 31/12/2015 risulta migliorato rispetto al disavanzo al 1/1/2015 derivante dal riaccertamento straordinario, per un importo pari o superiore rispetto all’ammontare di disavanzo applicato al bilancio di previsione 2015, aggiornato ai risultati del riaccertamento straordinario e dell’approvazione del consuntivo 2014. Se da tale confronto risulta che il disavanzo applicato all’esercizio 2015 non è stato recuperato, la quota non recuperata nel corso del 2015, e l’eventuale maggior disavanzo registrato rispetto al risultato all’1/1/2015, è interamente applicata all’esercizio del bilancio di previsione 2016 – 2018 in aggiunta alla quota del recupero del maggior disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario prevista per l’esercizio 2016 …. “. Pertanto, in applicazione di quanto previsto dal comma citato in precedenza, si ritiene che l’avanzo al 31/12/2015 avrebbe dovuto registrare un valore pari almeno alla quota che era stata programmata; ne consegue che questa differenza negativa dovrà essere recuperata nel 2016; cioè la quota da prevedere nel bilancio 2016 dovrà essere pari alla quota già programmata incrementata dalla differenza negativa registrata nel 2015. 

Un decreto per gli enti locali

Ribadiamo il nostro giudizio positivo sulla legge di Stabilità 2016 che per la prima volta, dopo molti anni, non comporta tagli a Comuni, e Città metropolitane. Ma visto che nessuna legge di stabilità esaurisce tutte le questioni che investono la vita dei Comuni ci aspettiamo che quanto irrisolto trovi una soluzione nel decreto enti locali che su cui ci stiamo confrontando con il governo”. Lo ha detto il presidente dell’Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, parlando alla stampa a margine del Consiglio Nazionale Anci, che si è svolto questo pomeriggio  a Roma nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. (leggi la sua relazione introduttiva)

Fassino si è soffermato sui principali risultati ottenuti dall’Associazione con la legge di stabilità che “ha  avviato al superamento del patto di stabilità, sbloccato esercizi di bilancio che prima erano vincolati e che ora possono essere usati per investimenti, e superato la fase della tassazione sulla prima casa, garantendo ai Comuni lo stesso ammontare perché potessero continuare ad erogare i servizi”. Tra gli altri aspetti positivi il sindaco di Torino ha ricordato anche lo stanziamento di fondi supplementari e significativi per l’edilizia scolastica, per le persone portatrici di invalidità, per i trasporti e per le periferie”.

Tuttavia, rimangono alcune questioni ancora aperte che – auspica Fassino - dovranno “essere oggetto di un apposito decreto legge enti locali che, come accaduto l’anno scorso, è in via di definizione tra il governo e via dei Prefetti”.

Tra i punti qualificanti di questo provvedimento, su cui si è arrivati a soluzioni condivise, il presidente Anci ha indicato: “il rimborso ai Comuni delle spese che anticipano per il funzionamento degli uffici giudiziari; ancora il superamento del blocco del personale che sta incidendo negativamente su alcuni servizi fondamentali come quelli scolastici e socio assistenziali; la necessità di verificare tutte le norme sulla nuova contabilità che già nella sua fase applicativa evidenzia tutta una serie di criticità da affrontare”.

Altri nodi da sciogliere nel provvedimento riguardano da un lato la definizione di “quale debba essere la forma della riscossione fiscale su scala locale, se insomma – argomenta Fassino - si debba confermare Equitalia o si debba andare verso un’altra forma di gestione”; e dall’altro le proposte dell’Anci in materia di fusioni ed unioni di Comuni: tutte questioni importanti per la vita dei Comuni e per l’efficienza delle amministrazioni su cui – chiosa Fassino – attendiamo soluzioni condivise vengano sancite nel decreto”.

Infine, il presidente Anci ha annunciato una iniziativa con il Viminale sul decreto legge sulla sicurezza urbana. “Solleciterò il ministro Alfano perché venga rapidamente portato in consiglio dei ministri il decreto legge sulla sicurezza urbana frutto del lavoro portato avanti da Anci e ministero. La sicurezza è tema particolarmente sensibile per vita di ogni città e nella percezione dei cittadini. E’ importante – conclude Fassino – che il governo approvi questo decreto rapidamente”. (gp) - da www.anci.it

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