La riforma da modificare

In materia di lavoro pubblico, pur riconoscendo che il decreto per la pubblica amministrazione introduce importanti innovazioni, riteniamo che la reale efficacia delle disposizioni necessiti di alcuni aggiustamenti». Lo afferma in una nota Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e delegato ANCI al Personale, «nel corso dell'audizione di oggi alla commissione Affari costituzionali della Camera, che sta esaminando il disegno di legge di conversione del decreto 90/2014».

«In particolare - sottolinea Di Primio - riteniamo che la norma per la semplificazione del regime del turn over, per produrre effetti significativi, debba prevedere che ai fini della progressiva riduzione delle spese di personale il computo della stessa deve essere effettuato con riferimento al valore medio del triennio precedente, e non all'anno precedente. In tal senso anche urgente - prosegue Di Primio - introdurre un regime transitorio che consenta di portare a termine le assunzioni del personale destinato alle funzioni di polizia locale, istruzione pubblica e del settore sociale programmate per il 2014». Terzo elemento posto all'attenzione della Commissione riguarda la revisione dei limiti all'utilizzo del lavoro flessibile. «Chiediamo - dice Di Primio - che ci sia la possibilità di avere più lavoratori flessibili all'interno delle autonomie locali e dei Comuni, eliminando il limite del 50% relativo alla spesa del 2009 per gli Enti in regola con gli obblighi di riduzione della spesa per il personale e dando così agli stessi la possibilità di assumere il personale utile necessario, purchè non creino squilibri all'interno dei bilanci».

Infine, in merito alle scelte effettuate dal Governo sugli onorari professionali per le avvocature degli Enti pubblici, sui diritti di rogito per i segretari comunali e provinciali e sugli incentivi per la progettazione interna, l'ANCI ha evidenziato come queste stesse scelte, sebbene motivate da esigenze di contenimento della spesa pubblica e di perequazione, possano determinare un ostacolo alla valorizzazione delle risorse interne, producendo un maggiore ricorso a professionisti esterni all'amministrazione, con conseguenti maggiori oneri.

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