I comuni pugliesi chiedono la proroga della centrale unica di committenza

Proroga centrale unica commmittenza, Unioni di comuni volontarie e incentivate ed esclusione da Patto stabilità queste le priorità emerse nel corso della Assemblea regionale dei piccoli comuni  pugliesi

Si è svolta oggi a Bari una riunione dei piccoli comuni pugliesi, presente il segretario regionale Domenico Sgobba. All'ordine del giorno due provvedimenti che riguardano da vicino i comuni di minore dimensione demografica (con popolazione inferiore ai 5000 abitanti), specificatamente le questioni attinenti la gestione associata obbligatoria delle funzioni comunali e l'istituzione della centrale unica committenza.
L'obbligo dell'accorpamento delle funzioni fondamentali sta impegnando gran parte delle esigue risorse umane e materiali dei piccoli comuni. Ben 5700 Comuni italiani, 85 in Puglia (di cui 30 hanno appena rinnovato le proprie amministrazioni), si stanno adoperando tra mille difficoltà per arrivare alla soluzione migliore, cercando di conciliare gli obblighi normativi con le esigenze concrete delle diverse realtà territoriali.
Inoltre, la legge di conversione del D.L. n. 66/2014, prevede che dal prossimo 1° luglio tutti i comuni non capoluogo di provincia acquisiscano lavori, beni e servizi attraverso soggetti aggregatori della domanda o tramite unioni di comuni o accordi consortili. L'obbligo della centrale unica di committenza è un ulteriore problema che si abbatte sui piccoli comuni ancora alle prese con gli obblighi della gestione associata. Le difficoltà attuative e interpretative rischiano di bloccare le gare e quindi gli investimenti in tutti i comuni, rendendo ancora più difficile la situazione dei piccoli enti che in poco tempo non saranno in grado di riorganizzarsi e dovranno ricorrere alla Consip.

E' emerso forte il dissenso da parte dei sindaci che si attendevano un ulteriore slittamento parallelo dei provvedimenti. I piccoli comuni pugliesi chiedono ad Anci Nazionale di intercedere con in Governo in tal senso. (L'Anci ha richiesto al Governo un incontro urgente per affrontare tali problematiche e stabilire una nuova proroga.)
Inoltre, è stata condivisa la proposta avanzata dal segretario Anci Puglia Domenico Sgobba, tesa a riprendere e rivendicare con forza da parte dell'Associazione, il principio che le Unioni di comuni debbano prevedere accorpamenti su base volontaria e incentivata, non obbligatoria. Infine, va ribadita e sostenuta l'esclusione dei piccoli comuni dai vincoli del Patto di stabilità, per evitare di aggravare ulteriormente la crisi delle economie locali minori.

In Puglia vi sono 85 piccoli comuni (con popolazione inferiore a 5mila abitanti) su 258 totali, così distribuiti sul territorio: 2 in provincia di Bari; 38 in provincia di Foggia; 40 in provincia di Lecce; 5 in provincia di Taranto.

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