Il miglioramento del ddl di stabilità

"L'impatto della manovra rimane oneroso ma non c'è dubbio che, con la maggior parte delle nostre proposte di modifica accolte dal governo, l'onerosità si riduce. Ai Comuni si chiede uno sforzo importante per partecipare al risanamento dei conti pubblici e rilanciare investimenti e crescita, ma tale sforzo è stato reso più gestibile e compatibile con le loro condizioni finanziarie". Adesso non resta che "attendere che i termini dell'intesa sottoscritta oggi vengano tradotti in emendamenti dal governo".

Lo ha affermato il presidente dell'Anci, Piero Fassino, al termine dell'incontro con il governo sulla legge di stabilità, che si è svolto oggi pomeriggio a Palazzo Chigi. Dall'altra parte del tavolo per l'esecutivo erano presenti il ministro degli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta e i sottosegretari Pierpaolo Baretta e Graziano Delrio.
Fassino ha sottolineato non solo il clima positivo e costruttivo dell'incontro, ma anche i decisi passi in avanti del negoziato in corso con il governo. "E' stata confermata la possibilità per i Comuni di utilizzare, anche per il 2015, gli oneri di urbanizzazione sulla spesa corrente; così come la facoltà per i Comuni che avevano contratto mutui con la Cdp o con il Mef di poterli rinegoziare con evidente impatto sui loro bilanci", ha spiegato il presidente Anci. Tale impegno "varrà sia per i mutui non ancora rinegoziati che per quelli già rinegoziati". Mentre "il governo ha "confermato l'impegno a farsi carico totalmente degli interessi che dovessero maturare per la contrazione di nuovi mutui per investimenti", ha aggiunto Fassino.

Quanto poi al tema local tax, il presidente Anci ha confermato che il governo intende farla partire comunque nel 2015. "Non so se verrà istituita nell'ambito della legge di stabilità o come emendamento o con un provvedimento ad hoc". In ogni caso "il governo ha accolto la nostra proposta che il tributo sia di competenza esclusiva dei Comuni e ci ha garantito l'invarianza di gettito su quanto incassato nel 2014", ha spiegato Fassino rispondendo ad una domanda dei cronisti.

Prossimi allo scioglimento anche i nodi ordinamentali segnalati dall'Anci: "E' stata confermata la rimozione di una lunga lista di vincoli che erano stati imposti ai Comuni in questi anni, in nome – ha sottolineato il leader dei sindaci – del riconoscimento dell'autonomia nella gestione delle proprie scelte, partendo dall'assunto che la spending review si fa sui saldi".
Importanti aperture anche su altri due nodi che nei precedenti incontri erano rimasti irrisolti: la gestione del Fondo per i crediti di dubbia esigibilità e quello dei residui attivi. "Il governo ha riconosciuto che la nostra richiesta di maggiore gradualità e flessibilità nella spalmatura del fondo è corretta, quindi si predispone a presentare emendamenti che vadano in questa direzione", ha concluso Fassino.

Al quarto round ‎della trattativa con il governo sulle modifiche alla manovra finanziaria, oltre che dal presidente Fassino, l'Anci era rappresentata da Paolo Perrone, sindaco di Lecce e vicepresidente vicario dell'associazione, da Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale, da Guido Castelli, sindaco di Ascoli e delegato Anci alla Finanza locale, e da Dario Nardella, sindaco di Firenze e delegato alle Città metropolitane.

da www.anci.it

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