La responsabilità sui derivati

Assolti “perché il fatto non sussiste”. Con questa sentenza la Corte d'Appello di Milano ha assolto Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan, le quattro banche accusate- e condannate nel primo grado di giudizio- per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la vendita di prodotti derivati nell’ormai lontano 2005. Un vero e proprio ribaltone rispetto alla sentenza di primo grado che nel 2012 vedeva le stesse banche condannate al pagamento di un milione di euro di multa e alla confisca di 89 milioni di euro, per aver violato la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Assolti con la stessa motivazione anche 9 dirigenti bancari condannati nel primo grado di giudizio. Il Sindaco Giuliano Pisapia ha voluto precisare che “…la sentenza di oggi sui derivati conferma la validità della scelta del Comune di Milano di stipulare un accordo extragiudiziale con le banche, un accordo che non viene in nessun modo modificato dalla decisione di oggi”, precisando che “nel marzo del 2012, infatti, il Comune di Milano ha siglato un accordo che ha consentito al Comune entrate pari a 455 milioni di euro da qui al 2035, di cui 40 già incassati nel 2012. A ciò si aggiungeranno per l’intero periodo, a favore del Comune, gli interessi attivi su tali somme. L’operazione ha consentito anche lo smobilizzo di 80 milioni di euro, prima vincolati in un fondo rischi proprio sui derivati”. Pisapia ci tiene anche a sottolineare che “chi ha criticato l’accordo del 2012 dovrebbe invece ringraziare questa Amministrazione che non solo ha posto fine, come avevo già affermato allora, a un contenzioso iniziato anni prima, ma ha anche trovato una soluzione economicamente vantaggiosa indipendentemente dall’esito del processo penale. Abbiamo tutelato al meglio gli interessi del Comune e dei milanesi”.

Perché questa sentenza? L’accusa chiedeva che le quattro banche fossero condannate per i prodotti derivati venduti nel 2005 (e anni successivi), a Palazzo Marini all’interno di una ristrutturazione di un debito di 1,6 miliardi. La truffa ci sarebbe stata se le banche avessero ottenuto un profitto con pari danno di Palazzo Marino. Questo è accaduto? Secondo i giudici della Corte di Appello no “perché è normale prassi che le banche, una volta stabilita la parità dello swap, lo alterino, nel senso che lo modificano per comprendervi un margine che recepisca sia i costi sostenuti che il loro compenso di intermediazione”. Lo swap è un derivato che consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Il Comune è, secondo i giudici, solo un cliente ed è costretto a subire la differenza che si viene a creare tra il prezzo a cui il derivato gli viene venduto e il prezzo che questo derivato assume sul mercato: questo è il guadagno che la banca percepisce per il rischio dell’operazione. Insomma le banche hanno fatto i loro interessi e non erano tenute a tutelare gli interessi del Comune, questo era compito del Comune stesso che lo avrebbe dovuto fare utilizzando esperti indipendenti e competenti. Inutile dire che questa sentenza avrà un peso sui processi aperti in tante città italiane riguardanti la valutazione se considerare profitti o truffe molte gestioni dei derivati nei Comuni.

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