La graduatoria non è un parcheggio
Chi fa formazione sul personale degli enti locali lo sa: ci sono domande che ritornano. Cambiano i Comuni, cambiano i concorsi, cambiano i candidati, ma la domanda resta sempre quella.
Se un idoneo viene assunto da un altro ente che utilizza la graduatoria, può restare dentro quella graduatoria per aspettare una chiamata migliore?
Per anni, nei corsi, ho risposto di no. Almeno quando l’assunzione è a tempo indeterminato e riguarda lo stesso profilo professionale. Perché la graduatoria serve a far assumere chi è stato selezionato, non a tenere aperta una specie di prenotazione permanente per eventuali occasioni più convenienti.
Ora questa risposta trova una conferma molto chiara nella sentenza del TAR Lazio-Latina, sezione I, 19 maggio 2026, n. 604.
Il caso è interessante perché non era neppure così “pulito”. La graduatoria era stata approvata per assumere agenti di polizia locale a tempo indeterminato e part-time per 30 ore settimanali. Alcuni idonei erano poi stati assunti da un altro Comune, tramite convenzione, sempre come agenti di polizia locale, sempre a tempo indeterminato, sempre part-time, ma per 18 ore.
Da qui la contestazione: siccome le ore erano meno, secondo i candidati l’assunzione non avrebbe consumato la loro posizione in graduatoria. In pratica: accetto il posto a 18 ore, ma resto in attesa di qualcosa di meglio.
Il TAR, fortunatamente, rimette le cose al loro posto.
Non conta la perfetta identità matematica dell’orario. Conta l’omogeneità sostanziale del rapporto: stesso profilo, stesso tempo indeterminato, stessa natura part-time. Se il candidato accetta quella chiamata, la graduatoria ha svolto la sua funzione. Ha portato all’assunzione.
E allora no: la graduatoria non è una lista di collocamento. Non è un parcheggio. Non è uno scaffale dal quale ciascuno può prendere oggi una cosa e domani tornare a vedere se ne è arrivata una migliore.
FONTE: www.gianlucabertagna.it



