L'invarianza delle risorse nella legge di stabilità

Nel cantiere della “legge di Stabilità rimangono aperte ancora tre questioni che speriamo possano trovare soluzione nelle prossime ore: la garanzia dell’invarianza delle risorse da garantire ai Comuni, visto lo slittamento della local tax; il taglio oneroso per città metropolitane e nuove province; e l’abolizione definitiva dell’Imu sui terreni agricoli che per ora è stato solo congelato”. Lo ha ribadito il  presidente dell’Anci, Piero Fassino, a conclusione dei lavori del Consiglio nazionale dell'associazione riunitosi oggi a Roma.

“In questi mesi di negoziato abbiamo ottenuti significativi cambiamenti, riducendo in modo significativo l’impatto negativo che il testo originario considerava per i Comuni”, ha spiegato Fassino parlando con i giornalisti e sottolineando la “riduzione del 60 per cento dell’incidenza del patto di Stabilità con i vincoli impeditivi agli investimenti”.

Per il presidente Anci, sono da annoverare tra i risultati raggiunti anche “la possibilità di utilizzare i proventi degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti; la copertura graduale del fondo crediti di dubbia esigibilità da iscrivere annualmente in bilancio; l’allungamento fino a 30 anni dei tempi di ammortamento del fondo crediti di dubbia esigibilità e l’ampliamento del limite di indebitamento e la rinegoziazione dei mutui estesa anche a quelli rinegoziati”. Cosi “come il trasferimento in capo allo Stato delle spese per il mantenimento degli uffici giudiziari, accogliendo una richiesta che l’associazione portava avanti da molto tempo”.

“Questo insieme di cambiamenti riduce in modo significativo l’onerosità della manovra ma il peso complessivo dei tagli che arriva in complesso a 1,5 miliardi, rimane tutto. Tanto più che – ha aggiunto il presidente Anci – si inserisce nello sforzo richiesto in questi anni ai Comuni, che negli ultimi cinque esercizi finanziari hanno contribuito per 18 miliardi al risanamento della finanza pubblica”.

Per completare il quadro delle modifiche restano ora da sciogliere tre nodi, come spiegato nella relazione di apertura dei lavori della mattinata. Innanzitutto la fiscalità locale: “La decisione del governo di posticipare la local tax al 2016 comporta che nel 2015 si mantenga il regime del 2014. Da qui – ha spiegato Fassino - la necessità di garantire l’invarianza di gettito per i Comuni. Ciò era possibile con un apposito fondo perequativo di 625 milioni che nella legge di Stabilità non c’è. Negli incontri avuti, il governo ha riconosciuto la fondatezza della nostra richiesta e si è impegnato a trovare una soluzione. Mentre da parte nostra abbiamo avanzato la proposta di usare parte dei proventi dell’Imu sugli immobili D, che restano allo Stato, per alimentare questa perequazione per un importo di 625 milioni. Chiediamo al governo che questa richiesta trovi risposta positiva, non importa se nella legge di stabilità o in un altro provvedimento”, ha affermato Fassino.

Ancora la questione delle risorse insufficienti per Città metropolitane e province di secondo grado. “La legge Delrio ha riorganizzato le loro funzioni, occorre che alle funzioni assegnate corrispondano le risorse necessarie per perseguire gli obiettivi”, ha sintetizzato il presidente Anci definendo “insostenibile il taglio da 1 miliardo che ancora rimane nel testo della manovra”.

Terzo punto  da affrontare è la questione della tassazione dei terreni agricoli. “Tale misura è stata solo ‘congelata’ e rinviata al 30 gennaio 2015, chiediamo che di qui a gennaio il governo assuma u provvedimento  abolizione di questo tributo”, ha evidenziato Fassino. “E’ una misura particolarmente iniqua che penalizza in modo serio i territori agricoli e montani a fronte di un introito complessivamente modesto”. (gp) - da www.anci.it

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