La dinamica retributiva
Con la deliberazione del 17 giugno 2015, la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, affronta la tematica delle limitazioni al trattamento economico individuale dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, aventi fonte nei commi 1 e 21 dell’art. 9 del citato d.l. n. 78 del 2010, hanno esaurito la propria efficacia precettiva il 31 dicembre del 2014. Tale conclusione è indirettamente confermata dall’art. 1, comma 256, della legge di stabilità per il 2015, n. 190 del 2014.
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La Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha pubblicato il testo aggiornato del ddl: riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Si tratta del testo aggiornato ai lavori della Commissione I del 23 giugno 2015: in evidenza le parti soppresse/sostituite, in grassetto le integrazioni.
È illegittimo e incostituzionale il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici solo per risparmiare sul disavanzo pubblico: i conti dello Stato devono trovare altre risorse per la loro spending review, ma non possono attingere dalle tasche dei lavoratori; è questa la sintesi della sentenza “scossone” appena emessa dalla Corte Costituzionale avente ad oggetto la legittimità della norma emanata dal Governo ben quattro anni fa (in particolare dal ministro Tremonti) che aveva deciso di congelare gli stipendi dei pubblici dipendenti dal 2011 al 2013; la disposizione è stata poi prorogata per il 2014 dal governo Letta e, infine, per tutto il 2015 da Renzi.
Il Consiglio di Stato, Sezione VI, con la sentenza n. 2681 del 28 maggio 2015, torna sul contratto di avvalimento e sul contenuto della dichiarazione di cui all’articolo 38 del codice dei contratti.
Si rendono disponibili il primo dossier del Senato che contiene il testo del decreto legge, del disegno di legge di conversione e la relazione. In attesa della nota di lettura dell’Asfel, che sarà pronta in questi giorni, si rendono disponibili altre note di lettura.
Con la deliberazione del 22 giugno 2015, la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, ha risposto alla richiesta sulla possibilità di utilizzare i risparmi di spesa conseguiti dall’ente a seguito di progetti di razionalizzazione ai sensi dell’art. 16, commi 4 e 5 , del d.l. 98/2011, per ripianare il recupero, a carico dei fondi per il trattamento accessorio del personale dipendente, di somme per trattamento accessorio erroneamente erogate ai dipendenti.

