Lettera del Presidente della Corte dei conti

LETTERA DEL PRESIDENTE
Presidente della Corte dei conti 24/03/2020

Carissimi,

stiamo vivendo una situazione che, soltanto un mese fa, mai avremmo immaginato: è un momento di eccezionale gravità, fronteggiare e superare il quale richiede per l’intero nostro Paese un impegno straordinario e prolungato.

Tutta la comunità nazionale è coinvolta ma, per alcuni, questo sforzo risulta ancora più gravoso: mi riferisco, con gratitudine, al personale sanitario che rischia la vita nei reparti ospedalieri, con risorse e strumenti insufficienti, al personale militare e civile impegnato a fronteggiare la grave situazione di emergenza, ma anche ai lavoratori che ogni giorno sono in servizio per assicurare ai cittadini beni di prima necessità.

Di tale impegno collettivo tutti noi siamo attivamente parte: dai quotidiani contatti che intrattengo con molti di voi, direttamente o per il tramite dei responsabili delle strutture centrali e regionali della Corte dei conti, ho percepito chiaramente il prezioso lavoro che ciascuno, per la propria parte e per la propria funzione, sta facendo con grande senso di responsabilità, sopportando anche notevoli sacrifici personali.

Grazie all’impegno efficace della nostra struttura tecnico-informatica, la Corte è stata in grado, in tempi assai ridotti, di mettere a disposizione di magistrati e personale amministrativo gli strumenti necessari per lo svolgimento dell’attività lavorativa da remoto, assicurando anche attraverso l’Ufficio stampa e il portale istituzionale una costante comunicazione con cittadini, operatori delle professioni legali e media.

Alla prova concreta dei fatti, dall’avvio su larga scala dell’esperimento dello smart working in Corte, i dati relativi all’attività svolta sui nostri principali sistemi informativi risultano del tutto equiparabili a quelli ordinari, come se, in pratica, continuassimo a lavorare dai nostri uffici, confermando una resilienza e una vitalità di cui esseri davvero fieri.

Peraltro, tale inedita modalità lavorativa, avrebbe potuto indurre la percezione di isolamento, un allentamento del rapporto umano tra noi. Eppure, non è stato così: la mia personale esperienza quotidiana e la continua interlocuzione con gli uffici sono il segno che l’Istituto è pienamente operativo pur avendo adottato le necessarie misure organizzative in attuazione della normativa emergenziale vigente.

Stiamo vivendo una delle congiunture più ardue che l’intera comunità nazionale abbia conosciuto dalla fine del secondo conflitto mondiale. Ho fiducia che, superate le emergenze di oggi, si apriranno altre e diverse opportunità per il nostro Paese. Per ciascuno di noi, la prospettiva di affrontare in modo differente la vita e riscoprire e apprezzare i valori più alti quali gli affetti, la gioia di stare insieme, la serenità, il rispetto.

Intendo, perciò, ringraziare il personale tutto per lo spirito costruttivo e di totale collaborazione mostrato finora e che, sono sicuro, dimostrerà in futuro.

Superare insieme le difficoltà di oggi, ci renderà domani ancora più forti: per noi, donne e uomini della Corte, l’impegno comune è quello di continuare ad assicurare il ruolo e il pieno esercizio delle funzioni affidate al nostro Istituto dalla Costituzione e dalle leggi.

La Corte e il Paese contano su ciascuno di noi.

Grazie ancora a tutti.

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