Caos di regole nelle assunzioni

Caos di regole per le assunzioni

di Arturo Bianco
La possibilità di effettuare assunzioni a tempo indeterminato da parte delle amministrazioni locali è fortemente ostacolata non tanto dai tetti alla spesa, ma dai vincoli che bisogna soddisfare e dalle tante incertezze sulle regole da applicare per la programmazione del fabbisogno e per la dotazione organica. Parlare di un vero e proprio rompicapo e del sommarsi di disposizioni poco chiare significa semplicemente fotografare la realtà.

Gli enti virtuosi
Le capacità assunzionali, a partire dallo scorso anno, sono state ampliate per le amministrazioni “virtuose”, sempre all’interno del tetto della sostituzione dei cessati. Si deve evidenziare che i meccanismi per individuare questi enti virtuosi sono variati più volte: talvolta si utilizza il rapporto tra spesa del personale e spesa corrente, talvolta quello tra spesa del personale ed entrate correnti (queste ultime calcolate come media del triennio precedente), altre volte il rapporto tra dipendenti e popolazione previsto per gli enti dissestati, e altre ancora la quantità di risorse finanziarie non utilizzate in rapporto alle entrate correnti. E non è ancora stato chiarito se per le assunzioni dei dirigenti ci siano regole diverse, cioè quelle previste dal Dl 90/2014, come sostenuto dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti della Puglia e del Veneto, visto che tutte le limitazioni dettate dalla legislazione successiva sono riferite alle assunzioni del personale non dirigenziale.
Gli enti locali, come tutte le Pa, devono approvare la programmazione del fabbisogno del personale per l’anno e per il triennio. Quindi devono avere adottata la programmazione del triennio 2018/2020 e devono, entro il mese di luglio e unitamente al Dup, varare la programmazione del triennio 2019/2021. Ma quali sono le capacità assunzionali dei prossimi anni? Quelle previste dal Dl 90/2014, cioè per tutti gli enti locali e le regioni il 100% dei risparmi delle cessazioni dell’anno precedente? Poter sapere cosa si potrà spendere a questo titolo nei prossimi anni è importante per tutti, ma è essenziale per dare corso alla programmazione delle stabilizzazioni, che in base all’articolo 20 del Dlgs 75/2017 devono essere completate entro il triennio 2018/2020.

In attesa delle linee guida
Sulle scelte delle amministrazioni locali pesano poi le incertezze legate alla mancata emanazione, nonostante la scadenza fosse il 30 settembre scorso, delle Linee guida di Funzione pubblica sulla programmazione del fabbisogno e sulla rideterminazione della dotazione organica da parte del Dipartimento della Funzione pubblica (si veda Il Sole 24 Ore del 28 marzo). La stessa Funzione pubblica sostiene, nelle bozze circolate, che il divieto di assunzioni nelle amministrazioni inadempienti previsti dall’articolo 4, comma 1, lettera d) del Dlgs 75/2017 scatterà solo 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle Linee guida. Ma in ogni caso rimane da chiarire se le dotazioni organiche possono comprendere posti vacanti che le amministrazioni non hanno inserito nella programmazione del fabbisogno, e da quando opera il divieto di effettuare assunzioni per le amministrazioni che non hanno trasmesso la programmazione a Palazzo Vidoni, oltre alle le modalità e i contenuti della comunicazione.

Le condizioni
Come nel gioco dell’oca, le amministrazioni devono rispettare una serie di condizioni per dar corso ad assunzioni, e il mancato rispetto determina il ritorno alla casella iniziale. Le principali condizioni da rispettare sono: la dimostrazione del rispetto del pareggio di bilancio nell’anno precedente, che peraltro deve risultare dalla trasmissione telematica alla Ragioneria entro il 31 marzo; in via interpretativa le Corti dei conti dicono che è condizione di buona amministrazione che questo vincolo sia probabilmente rispettato nell’anno; aver rispettato nell’anno precedente il tetto di spesa del personale; aver attestato che non ci sono dipendenti in eccedenza e/o in sovrannumero; aver dato corso all’adozione del piano delle azioni positive o delle pari opportunità; aver attivato la piattaforma telematica per la certificazione dei crediti; avere rispettato i termini per l’adozione dei documenti contabili e per la trasmissione alla banca dati delle amministrazioni pubbliche e, per la sezione di controllo della Corte dei Conti della Sardegna, aver adottato il piano delle performance. Infine, le amministrazioni che hanno commesso errori nel calcolo degli spazi finanziari per la realizzazione di opere pubbliche hanno le assunzioni bloccate fino a che gli errori non vengono sanati.

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