La sospensione della riscossione

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che proroga la sospensione della riscossione coattiva fino al 31 dicembre 2020

Quali sono gli ambiti applicativi della norma?

Per rispondere al quesito bisogna partire dal testo, non ancora pubblicato in GU, che modifica niente meno che l’articolo 68 del dl 18/2020

All’articolo 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge

24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) nei commi 1 e 2-ter, le parole “15 ottobre” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre”;

L’intervento normativo si pone in continuità con le precedenti decisioni del legislatore, che ha inteso scrivere una disciplina unitaria mediante i seguenti commi della citata disposizione:

1 Con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al (ex 31 maggio 2020, ex 15ottobre 2020) 31 dicembre, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi previsti dagli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2010, n. 122. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

    Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche agli atti di cui all’articolo 9, commi da 3-bis a 3sexies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e alle ingiunzioni di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, emesse dagli enti territoriali, nonché agli atti di cui all’articolo 1, comma 792, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

 Il comma 2 estende le medesime disposizioni previste per la cartella di pagamento anche alle ingiunzioni fiscali degli enti territoriali facendone discendere le medesime conseguenze e che comportano un fermo di tutte le attività di riscossione coattiva, inibendo la notifica di tutti gli atti che portino in riscossione somme che hanno fonte in una ingiunzione fiscale.

In merito agli accertamenti esecutivi, è già stato chiarito sia dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 5/2020 sia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. che il riferimento all’accertamento esecutivo riguarda la fase successiva di affidamento in carico al riscossore e non inibisce la notifica di questi.

Circolare 5 del 20 marzo 2020 dell’Agenzia delle Entrate Primi chiarimenti in merito ai termini per il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi – Articoli 83 e 68 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. Decreto “Cura Italia”)  nella quale si evidenzia che in merito agli accertamenti esecutivi dell’Agenzia (ma questa interpretazione è facilmente applicabile agli accertamenti del comma 792) l’articolo 68 si applica a quest’ultimi solo limitatamente ai termini per il versamento degli importi degli avvisi di accertamento esecutivo dovuti successivamente all’affidamento in carico all’agente della riscossione degli importi non pagati, ai sensi della citata lettera b) dell’articolo 29 del D.L. n. 78 del 2010 mentre non troverebbe applicazione in fase antecedente in quanto ciò che si applica è l’articolo 83 relativo alla sospensione dei termini processuali.

RISOLUZIONE DEF 6/2020 : l’atto di accertamento esecutivo di cui al più volte citato comma 792 racchiude in sé i due distinti atti che prima della riforma del 2020 caratterizzavano la riscossione, vale a dire l’avviso di accertamento o l’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali e la cartella di pagamento o l’ingiunzione fiscale.  Pertanto, illustrate le caratteristiche principali, per quanto qui di interesse, del nuovo atto, si ritiene che nell’ambito dell’applicazione del richiamato art. 68 del D. L. n. 18 del 2020 tale atto possa rientrare solo dopo che lo stesso sia divenuto esecutivo ai sensi della lett. b), dello stesso comma 792, con la conseguenza che gli enti locali e i soggetti affidatari non possono attivare procedure di recupero coattivo né adottare misure cautelari, in accordo a quanto disposto dal comma 3 dell’art. 12, del D. Lgs. n. 159 del 2015.

La questione della proroga della decadenza, necessaria ai comuni per il rispetto del termine previsto dal comma 163 dell’articolo 1 della Legge 296/2006 viene compensata dall’articolo 12 del dl lgs 159/2015 che, al comma 2, sposta le decadenze in corso nel 2020 al 31 dicembre del secondo anno successivo. Quest’ultima disposizione è stata oggetto di diverse critiche in ordine al dubbio applicativo della medesima, ma proprio l’ultimo intervento normativo risolverebbe la questione mediante l’inserimento di un comma specifico che prevede

Relativamente ai termini di decadenza e prescrizione in scadenza nell’anno 2020 per la notifica delle cartelle di pagamento, si applica quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.”.

Come sempre il legislatore si diverte a scrivere con il richiamo esplicito alla cartella in quanto ragiona principalmente sul comma 1 dedicato all’agente nazionale della riscossione, ma l’effetto si produce anche sul comma 2 che prevede l’integrale applicazioni delle disposizioni previste al comma 1.

Operativamente ciò significa che il via libera resta per le attività di accertamento esecutivo mentre resta inibita la notifica di ingiunzioni, cartelle, misure cautelari ed esecutive (pignoramenti). I debitori della riscossione coattiva non possono essere considerati inadempienti:

    fino al 31 dicembre per i carichi già scaduti all’8 marzo
    fino al 31 gennaio 2021 per i versamenti con scadenza dall’8 marzo al 31 dicembre 2020 comprese le dilazioni di pagamento.

Tutte le considerazioni contenute nella Circolare di Agenzia delle Entrate 25/E/2020 sul congelamento degli interessi, si applicano con adeguamento del termine al 31 dicembre.

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